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Put a Barbera [ring] on it. Eliana Negroni’s jewels inspired by wine and terroir

Eliana _2I got to know Eliana Negroni thanks to  Marina Bersani, inspired wine lover and star of Postrivoro in December, and after looking at her works on the Internet, I decided to ask for an interview. Mostly I was curious about her approach  to metals – not always valuable ones but made precious through her work on them – and how she mix them with the world of wine as she made for the “Gioielli in fermento – Jewels in ferment” exhibition.
Reading what she writes about herself and her work, I realize how she’s able to put her energy to her transmits to her works haunts of the fruit of the vine, which is a pure concentrate of history, memories and emotions for me (ok , sometimes I say also terroir).
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L’essenza del vino nei gioielli di Eliana Negroni

Eliana _2Ho conosciuto Eliana Negroni grazie alla segnalazione di Marina Bersani, l’ostessa emiliana ospite di Postrivoro a dicembre, e dopo aver fatto un giro sulla rete alla ricerca dei suoi lavori ho deciso di chiederle un’intervista. I motivi sono tanti, ma soprattutto mi ha incuriosita la sua impostazione di artista dei metalli – non sempre preziosi, ma resi tali – e il connubio con il vino che si realizza nel progetto “Gioielli in fermento”, una mostra di oggetti d’arte dedicata al vino e con la collaborazione di alcuni produttori enologici.
Leggendo quello che scrive quando parla di sé e del suo lavoro mi rendo conto di come nella fluidità dell’energia che trasmette alle sue opere si ritrovi quella del frutto della vite che è puro concentrato di storia, ricordi ed emozioni per quanto mi riguarda (ok, a volte dico anche terroir).

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El Anatsui. Rubbish for Gods in New York City

L'installazione realizzata dall'artista ghanese per la High Line di Chelsea

L’installazione realizzata dall’artista ghanese per la High Line di Chelsea

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Back from a journey I always feel enriched: this is a big truth.  I have to thank New York for many things, but above all for making me discover El Anatsui, great artist from Ghana born in 1944.
We were hanging around on the High Line in Chelsea, a splendid example of  social and artistic renovation, when just after a bend a wall of glossy and rusty metals appeared . The cloudy sky reflected in it and I could not tell if it was a decaying building or a new architectural element that was coming out of its cocoon.
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[Fate attenzione a dove buttate i tappi] Il meraviglioso mondo di El Anatsui

L'installazione realizzata dall'artista ghanese per la High Line di Chelsea

L’installazione realizzata dall’artista ghanese per la High Line di Chelsea

 

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Che si torni da un viaggio sempre arricchiti è una grande verità. Devo ringraziare New York per molte cose, ma soprattutto per avermi fatto scoprire El Anatsui, splendido artista ghanese classe ’44.

Giravamo sulla High Line a Chelsea, splendido esempio di riconversione di infrastrutture in luoghi di socialità e arte, e dietro una curva si è aperta una parete di metalli lucidi e opachi. Il cielo nuvolo vi si rispecchiava e io non riuscivo a capire se fosse un edificio in decomposizione oppure un nuovo elemento architettonico che stesse uscendo dal proprio bozzolo. Continua a leggere

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