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Passa un Natale “emiliano”

Un post dedicato a due iniziative per la ricostruzione dell’Emilia colpita dal terremoto. Tanto si è fatto nei mesi scorsi, ma la strada è ancora lunga, soprattutto per il tessuto industriale. Le scuole sono state aperte a tempo di record, nei container e nei prefabbricati, ma con un mese o 40 giorni di ritardo. E questi tempi la dicono lunga sul rimboccarsi le maniche degli emiliani.
Non dimentichiamo però che i posti di lavoro a rischio sono migliaia e le aziende di piccole e medie dimensioni che rischiano di non riaprire sono moltissime, per non parlare dei piccoli commercianti. A questo proposito oggi (14 dicembre 2012) alle 17.00 Radio24 farà uno speciale in diretta da Mirandola. Si chiama “L’Emilia che riparte”. Ascoltiamolo tutti per capire meglio cosa sta succedendo. Continua a leggere

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Le rezdore a cinque cerchi

Apro con uno degli spot più riusciti di quest’impennata mediatica dovuta ai giochi olimpici, ma si parlerà come sempre di cibo.

Poche ore alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra e già il fermento è nell’aria, ma pochi sanno che da inizio settimana a Castelfranco Emilia decine di mani solerti stanno lavorando alla creazione di migliaia e migliaia di tortellini per i pranzi e le cene di Casa Italia nella capitale del Regno Unito. Ho trovato oggi questo servizio televisivo di TRC-Telemodena, emittente locale in grado di seguire con attenzione le vicende della modenesità, e non ho potuto fare a meno di rimanere affascinata da quelle bianche braccia scoperte, dallo sguardo chino che se ne infischia della cervicale, dai capelli grigi raccolti nei berretti bianchi, insomma, dall’esercito di rezdore (anche qualche uomo) che si sta dedicando alla titanica impresa. Continua a leggere

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Maggio Formaggio. Una bella storia sul terremoto

Arrivo in ufficio e annuso nell’aria la concitazione. “Allora, noi stiamo raccogliendo le ordinazioni per il parmigiano. Poi le mandiamo in un’unica mail così è più facile” “?” “Sì, per l’azienda che ha chiesto aiuto e ha bisogno di distribuire al più presto le forme di parmigiano”.

E’ successo che una mail mandata dal progetto Filieracorta dell’Arci di Modena ai suoi associati è stata diramata con una velocità supersonica in poche ore a centinaia di migliaia di persone. Dalle 9 del mattino del 23 maggio alle 18 sono arrivate ben 2150 mail di richiesta e i telefoni dell’Arci di Modena non hanno smesso di suonare. Il messaggio della mail era chiaro: una cooperativa di piccole fattorie biologiche aveva il capannone della stagionatura del parmigiano gravemente lesionato, una perdita che avrebbe l’avrebbe messa in ginocchio.

Tutti volevano dare un contributo. L’immagine del capannone e delle forme giallo oro disposte in maniera scomposta è valsa più di mille parole o campagne di marketing. Il problema è che nessuno era preparato a tutto ciò, nè Filieracorta che ha dato il supporto logistico per organizzare i contatti tra l’azienda e i desiderosi acquirenti, nè l’azienda stessa. La cosa si risolverà, sicuramente, con calma. Quello che stupisce è come in poche ore (meno di 12) il messaggio abbia raggiunto così tante persone con una redemption così alta. Roba da antologia delle strategie di comunicazione.

“Ho al telefono un signore che ha al cellulare sua moglie che è in Brasile e vuole usare quel parmigiano per mantecare il risotto. Pare sia una famosa chef. Che gli dico?” “Qui c’è un’azienda metalmeccanica di Fiorano che ha fatto una colletta e chiedono 100 pezzi da un chilo, ce la facciamo con il furgone?” “Mi hanno telefonato dagli Stati Uniti, gli ho detto di mandare una mail così poi la traduci”

La solidarietà in Emilia Romagna, e ora penso anche in Italia e nel Mondo, è una specie di moltiplicatore all’infinito. Se trovi i giusti ingranaggi può generare inaspettate energie.

Per tutti quelli che volessero acquistare il Parmigiano della solidarietà possono leggere qui tutte le informazioni.

Aggiornamento delle 8.00 del 24 maggio: La notizia è rimbalzata su diversi siti ed è come impazzita. Anche su Dissapore! Oggi cercheremo di arginare l’ondata di solidarietà.

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