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Tra api, cibo e antropologia. Intervista a Lucia Galasso, direttrice del Museo di Pastena

Lucia Galasso

Lucia Galasso

Come ho conosciuto Lucia Galasso? Dunque, di sicuro è stato tanti anni fa ed erano coinvolti i fumetti, i giochi di ruolo, Lucca e un gruppo di geniali cantastorie. Per me un’esperimento di sociologia della comunicazione, per lei forse un’approfondimento antropologico, ma ci siamo conosciute grazie al Professor Luca Giuliano, inventore di sistemi di gioco.  Dopo qualche anno scopro che ha un blog di antropologia in cui parla di cibo e tradizioni e ci incontriamo fugacemente al Salone del Gusto.

Lucia è un’antropologa culturale, specializzata in antropologia dell’alimentazione e con un amore quasi mistico per la storia della religioni. Concretizza le sue passioni accademiche in qualità di Segretario Nazionale di Antrocom Onlus, Associazione di ricerca e di divulgazione antropologica, e come Direttore scientifico del Museo della Civiltà Contadina e dell’Ulivo di Pastena dove ne fa di cotte e di crude. Non paga di tutto questo gestisce un blog e collabora con varie testate e realtà enogastronomiche italiane. Nel tempo libero si dedica a corrispondenze illuminate e illuminanti, legge, gioca online e offline, ricama, sogna e tenta disperatamente di essere una brava cuoca… ma di base fa l’apicoltrice.

Lucia ricama e sogna da quando la conosco e per questo ho voluto includerla nella mia raccolta di donne straordinarie legate in un qualche modo al mondo del cibo e della cucina.

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Le cose che NON si comprano con i soldi

Domenica ho spiegato a mia nipote cosa i soldi non possono comprare. Per spiegarglielo l’ho abbracciata e le ho dato un bacio sulla guancia.

I soldi non possono comprare le ore di cottura del ragù della nonna, le ciambelle di Pasqua in co-working, la lievitazione dell’impasto per la pizza e l’attesa che tutto sia pronto.

I soldi non possono comprare questo tempo che vola via e che farciamo d’amore per le persone di cui ci prendiamo cura.

Che la carne di cavallo sia stata usata per tagliare quella di manzo del ragù surgelato o dell’impasto dei tortellini ci dice come con i soldi non possiamo comprare certe cose. Soprattutto quando ne vogliamo spendere pochi e dedicare poco tempo alla preparazione.

Un articolo che sta girando parecchio in rete dice che è anche colpa nostra. Che fino a quando dedicheremo poco tempo a quello che mangiamo, alla sua  stagionalità, al rapporto con il verduraio e ai passaggi necessari che servono per avere in tavola una buona lasagna, un buon piatto di tortellini, allora non presteremo attenzione a quello che c’è scritto sull’etichetta, alla stagione fuori dalla finestra, ai sapori come dovrebbero essere (o come ci ricordavamo che fossero).

E ve lo dice una che può fare l’analisi comparata delle pizze surgelate perché ogni tanto mi dedico al junk food. Ma negli ultimi due mesi sono diventata cintura nera di impasto e sto cercando di redimermi.

 

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Django Buttermilk Biscuits

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Paula Deen è una che cucina come Tarantino gira i film.  Se ti spiega come fare il filetto, ti dice che, purtroppo, la carne è troppo magra e quindi ti suggerisce di spennellarlo di grasso di pancetta. Quello che a tutti noi avanza dopo una sana e robusta colazione in perfetto stile USA.
Se la cheesecake non ti sembra troppo golosa, ti suggerisce di friggerla dopo averla avvolta nella pasta sfoglia e poi di decorarla con la panna. Continua a leggere

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Oggi “cucino”…cosmetici! La maschera per il viso al rhassoul e manna delle Madonie

Quest’estate mi sono dedicata ai tutorial di trucco su Youtube visto che mia nipote di 5 anni mi ha detto “Zia, ma hai pochi trucchi! Tu la guardi Clio Make up?”

Insomma, ho deciso di ampliare la mia cultura guardando le make up guru del Tubo. Mi sono imbattuta in Onorina “PepperChocolate84” che ho preferito fra tutte per il suo attaccamento ai prodotti Bio. Un giorno ha aperto un pacco proveniente dal sito francese Aroma-zone e ho scoperto il rhassoul. Si tratta di una finissima argilla marrone di origine marocchina con un grande potere lavante e purificante. A contatto con l’acqua sprigiona un buon profumo di pulito e viene utilizzato dalle donne del nord Africa per la pulizia del viso e dei capelli. Tra le sue azioni principali quella di pulire i pori e contrastare i punti neri.  Continua a leggere

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Ragù e Terremoto. Ovvero come ti presento “La Scossa”

In questa estate strana e calda mi è arrivata una telefonata mentre prendevo il sole e contavo le ore alla fine delle ferie.

“Michela, presenteresti un libro alla Festa Democratica di Modena? Si tratta di “La Scossa” di Leonardo Tondelli”
Devo dire che ho detto di sì con poco slancio in preda al sentore che “l’estate sta finendo e un anno se ne va” perchè se ti chiamano per la “Festa dell’Umidità”, come si chiamava prima quando faceva ancora rima con il nome, vuol dire che le vacanze sono irrimediabilmente finite. In più, con grande disonore non avevo collegato il titolo del libro al sisma che ha colpito la mia provincia lo scorso maggio. Saranno le vacanze, saranno le ferie, ma io al terremoto non ci pensavo più e non volevo pensarci. Continua a leggere

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Se le ciambelle riescono col buco è merito del coworking

Pasqua e già su Facebook vedo le prime foto di agnellini che dicono “non mangiarmi” e, allora, scatta l’effetto Proust. Vedo un agnello e penso a mia nonna che nella culla non mi mise un fioretto come fu per Lady Oscar, ma il vello di un agnellino. Perchè io sono nata ad aprile e proprio tre giorni dopo Pasqua e mia madre dice sempre che se mi piace l’agnello è perchè ne ha mangiato tanto poco prima di partorire. Il pellicciotto candido è finito a decorare un cappottino perchè la nonna era anche sarta e non si lasciava sfuggire uno scampolo. Tanto più che quello era il regalo di una vicina perchè nel piccolo paese agricolo di cinquemila abitanti in cui abita ci si conosce tutti e si condividono le buone e cattive novelle. Continua a leggere

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Vieni a mangiare in Puglia, Puglia, Puglia!

I campi arsi che si vedono spesso in agosto percorrendo il Tavoliere delle Puglie

“Ho fatto la spesa!”
“Nooo! Qui è arrivata la Puglia!”

Questo rapido scambio di sms ha dato il via ad una serata di rivendicazioni delle proprie radici. I miei genitori sono tornati da una trasferta nella terra natale della nostra famiglia e, come tutti i bravi migranti, erano tornati carichi di vettovaglie. Alla faccia del “km zero”. Continua a leggere

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