A Parigi la Rezdora Expat cucina per l’Emilia

cate rezdoraHo già parlato del blog Rezdora Reloaded curato dalle modenesi Anna Ferri e Caterina Zanfi nei miei post dedicati alla rezdora, questa figura mitica che resiste all’estinzione. Lei che “regge” la casa e si rimbocca le maniche in cucina.

Nel terzo millennio la Rezdora non ha confini e diventa anche expat, ma nella sua valigia porta i prodotti del suo territorio. Molte cose mi hanno avvicinata a Caterina Zanfi che ho anche scoperto, per caso, essere la figlia di Fabrizio che ho incontrato dopo anni a Sorgente del Vino 2013 a Piacenza. Ultima in ordine di tempo la sua iniziativa dedicata alla ricostruzione in Emilia che si svolgerà il 18 giugno a Parigi: rezdore e rezdori expat come lei cucineranno tagliatelle al ragù.  L’evento si svolgerà al Marcovaldo, un caffè-libreria del Marais, uno dei cui soci è una ragazza di Bologna. Ai fornelli i volontari expat reclutati attraverso ExBo, la Rete dei bolognesi del mondo, l’associazione Emilia Romagna a Parigi e Fratellanza Reggiana. “Associazione leggendaria nella storia dell’emigrazione italiana a Parigi” mi dice Caterina.

Capite anche voi che non potevo non ospitarla sul mio blog e con questa chiacchierata facciamo “ciao ciao” ad Anna che si trova al mare con la sua piccola rezdora-to-be.

Sei di Modena, che ci fai a Parigi? Ci resti o rientri?

Negli ultimi dieci anni lo studio mi ha portato molto spesso in Francia e in Germania, dato che mi occupo di filosofia francese e tedesca. Ora ho una borsa di studio post-doc a Parigi, ma ancora non so se sarà una tappa definitiva. Ad ogni modo appena posso ne approfitto per tornare alla base.

Tagliatelle

Le tagliatelle di Caterina

In un paese come la Francia, dove c’è un gusto per il mangiare e il bere a livelli almeno pari ai nostri, non ci si può proprio lamentare. Anni fa non mi sfiorava nemmeno il pensiero di portare cibo in valigia, ma dopo aver provato tutti i piatti locali mi rendo che per sentirmi a casa ho bisogno di sentire i sapori di casa mia. Un po’ per il piacere di fare assaggiare prodotti italiani agli amici francesi, un po’ per mia golosità, da qualche mese ho iniziato a portarmi tutto quello che entra nel trolley, dalla fetta di Parmigiano sotto vuoto all’aceto balsamico, salumi, barattoli di ragù, giardiniera per i bolliti, pastina in brodo… con l’ultimo viaggio ho portato persino il matterello e il pettine per i maccheroni. Ho amici che si portano pangrattato, aglio fresco e materie prime inimmaginabili. Da fuori potrà sembrare un po’ ridicolo, ma ciascuno ha le proprie coperte di Linus gastronomiche quando si trova lontano da dove è cresciuto. Il mio prozac contro la nostalgia ad esempio è il Salame Felinese. Forse a pari merito con il brodo di cappone – ma non sai che fatica trovare un cappone a Parigi.
Essere una “Rezdora Expat” per fortuna non significa solo contrabbandare salumi, ha anche grandi lati positivi. Ad esempio la solidarietà che si crea tra italiani all’estero è una delle cose più belle che ho vissuto, in particolare quella tra emiliane. Per questo dal blog Rezdora Reloaded abbiamo creato la sezione Rezdora Expat, per continuare a condividere i piaceri della nostra tavola anche lontano dall’Emilia, oltre che per raccontare la nostra cucina ai paesi che ci ospitano, ad esempio con eventi come quello che organizziamo a Parigi martedì prossimo, dove prepareremo le tagliatelle al ragù. Ma è solo un inizio: anche le Rezdore Expat londinesi si stanno mettendo in moto…

Le tagliatelle o gli spaghetti alla bolognese sono una leggenda urbana. Per questo le hai scelte per questa cena?

Esatto, sono un piatto archetipico della nostra cucina, uno dei più buoni e conosciuti. Tra l’altro sono molto curiosa del risultato: anche se le tagliatelle non cambiano nome ogni 10 km come succede ad esempio per i tortellini o le tigelle, ci sono molte varianti nella larghezza e soprattutto nella preparazione del ragù da città a città. E poi hai ragione, è ora che il mondo sappia che gli “spaghetti bolognaise” non esistono!

Cate Vendemmia

La vera rezdora fa anche la vendemmia

L’obiettivo è quello di dare visibilità anche alla ricostruzione in Emilai. Come è stato vissuto il terremoto in terra straniera? Secondo te la gravità del fatto e le sue conseguenze sull’economia sono state sottovalutate?

I proventi della cena si aggiungeranno ai fondi raccolti l’anno scorso dall’Associazione Emilia Romagna. È difficile che un emiliano all’estero non mantenga un legame affettivo forte con la propria terra, perciò è stato incredibilmente facile trovare ragazzi disposti a collaborare a questo piccolo evento gastronomico. È un modo per non far perdere visibilità a quella che è un’emergenza nazionale e dovrebbe essere considerata come tale. Alcuni collaboratori del blog sono di Mirandola e anche grazie a loro stiamo raccogliendo indicazioni per scegliere il progetto da finanziare, che voteremo insieme durante la serata.

2 commenti

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2 risposte a “A Parigi la Rezdora Expat cucina per l’Emilia

  1. Ivan Ebaldi

    Cate, sai che anche io ho viaggiato nel mondo parecchio , una cosa che mi ha sempre fatto arrabbiare è stata quella di leggere ovunque nei menu il piatto “Spaghetti bolognese” che come dici bene non esite,fatelo sapere a tutti il piu possibile . Ciao – Ivan Ebaldi

    • Ciao Ivan, accipicchia! Ho visto il commento solo ora. L’evento ha avuto un bel successo nel suo piccolo. Ben 58 piatti di VERE tagliatelle alla bolognese sono stati serviti al Cafè Marcovaldo.
      Sarebbe bello organizzare tanti piccoli eventi per ricordare che gli “spaghetti alla bolognese” non esistono.
      A presto!

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