Appunti sparsi dalle storie di Sorgente del Vino Live 2013

Del vino non so molte cose. Ma ad andare in giro con Marina Bersani, l’ostessa che mi ha ormai adottata, si impara molto.
Innanzitutto, che Sorgente del Vino Live è una manifestazione di quelle in cui ti senti in famiglia anche se i produttori sono 150 e i vini più di 800. Peccato per il tempo che ha reso la location, i Bastioni di Porta Borghetto a Piacenza, leggermente claustrofobica trattandosi di vere e proprie prigioni vecchie di centinaia d’anni.
Peccato per la mia golosità che mi impedisce di sputare il vino dopo averlo degustato e in alcuni casi ho fatto veramente fatica a svuotare il bicchiere senza sorseggiarlo fino alla fine.


Io e Marina ormai abbiamo un tema ricorrente durante le nostre passeggiate: le donne e il mondo del vino e del cibo. Ci fermiamo dalle Sorelle Conti di cui assaggio il Nebbiolo Colline Novaresi Doc e che mi raccontano del loro babbo che aspettava un maschio per continuare la tradizione e che alla terza femmina si è dovuto arrendere. Ma è andata bene così ed ora hanno un cognato che ha preso il loro cognome visto che è tedesco e in Germania una cosa così si può fare.

Passiamo a salutare Elena de La Stoppa di cui conosco ormai tutti i vini ai quali sono legata da bei ricordi. Nel mezzo incontro l’azienda Musto Carmelitano di Potenza che mi fa assaggiare un ottimo Moscato e il giovane produttore mi dice che quelli erano terreni ortivi che ha deciso di trasformare. Gli parlo allora dei terreni della mia famiglia poco lontani dai suoi nel Tavoliere delle Puglie e di quanto mi dispiaccia lasciarli andare in rovina. La malinconia del Sud e delle occasioni mancate si ritrova sempre quando ci si incontra, noi del Regno delle Due Sicilie. Mi dice anche: “Hai visto che non c’è nessun produttore pugliese?”. E’ vero! E mi faccio l’appunto mentale di chiederlo a Paolo Rusconi, l’organizzatore, in un momento in cui sarà meno indaffarato.

Incontro Fabrizio Zanfi de La Mercareccia. Mi basta uno sguardo a lui e all’etichetta per farmi capire che io quello stile lo riconosco. Ma io a Casale Marittimo, Pisa, non ci sono mai stata. Marina è illuminante. “Lui è di Modena, lo sai?”. Allora, mi ricordo di lui. Quasi 10 anni fa ad una fiera di piastrelle negli Stati Uniti, io lavoravo per Confindustria e lui era il proprietario di un’azienda di cui adoravo i prodotti. Gli cito un paio di sue opere che mi sono rimaste nella testa e mi rendo conto di avergli fatto un grande piacere. Assaggio uno dei suo vini, il Cuordileone, e mi piace così aggressivo. Forse non finito. Ma che bello vedere che ci sono persone capaci di mettere l’arte e la passione in mondi tanto diversi.

In un’altra stanza incontro Mirco della Tenuta Calcabrina (Montefalco, Perugia) che ha 26 anni ed è umbro. Faceva il giornalista, ma visto che il nostro è considerato il peggior lavoro al mondo per prospettive e retribuzione, ha deciso di dedicarsi alle proprietà di famiglia. Presenta il suo vino, ancora incerto, con un packaging molto curato che riscuote un grande successo.

Proseguiamo poi con i vini di Nicoletta Bocca (Azienda San Fereolo) , una donna dal grande carattere così come le sue creazioni. Ma sono distratta dalla notizia che nel nuovo Governo c’è una persona che conosco bene e rispetto. Ancora una donna in gamba, Cecile Kyenge Kashetu.

Quando apprendiamo che Alfano è vice premier ed è Ministro dell’Interno ci troviamo davanti ai vini di Giovanni (Viticoltori De Conciliis) a cui chiedo di bere Naima, Aglianico meraviglioso che già conoscevo. Avevo bisogno di qualcosa che mi impedisse di continuare a leggere la lista dei ministri. Troppo contenta di trovarmi lì per mettere in moto il mio cervellino. Assaggio i vini di Bressan (il produttore non c’è e ce li serve Princic) che trovo un po’ ostici, ma interessanti. Quelli di Tenuta Grillo già li avevo sentiti, ma ritorno sul Pratoasciutto perchè i nomi per me sono importanti e quando c’è un vino buono con un bel nome io sono felice.
Arrivo dai ragazzi di I am Wine e li trovo così simpatici che assaggio tutte le proposte di Čotar facendo un gran casino, ma apprezzando moltissimo i bianchi. Io che i bianchi non amo. Marina si dedica ai vini Georgiani per me troppo profumati, ma che belle le etichette con il ritratto del microproduttore. Capisco che ormai è troppo: sto già andando in confusione.

Ci mancano ancora due sezioni e sappiamo di non potercela fare. Marina è molto più avvezza di me e lei si è ricordata di sputare. Io la seguo docile e dopo è un susseguirsi di volti ed etichette stupende, il mio palato è ko e decido di non andare oltre. Farei confusione. Più tempo bisogna dedicare a Sorgente del Vino perchè ad ogni tavolo c’è una storia e quante ne ho ricevute durante la cena. Vi lascio quelle di cui ho trattenuto i ricordi essenziali e alcune le tengo per me con l’impegno di approfondirle.

Sorgente del Vino Live 2013  a Piacenza dal 27 al 29 aprile 2013. 

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