L’essenza del vino nei gioielli di Eliana Negroni

Eliana _2Ho conosciuto Eliana Negroni grazie alla segnalazione di Marina Bersani, l’ostessa emiliana ospite di Postrivoro a dicembre, e dopo aver fatto un giro sulla rete alla ricerca dei suoi lavori ho deciso di chiederle un’intervista. I motivi sono tanti, ma soprattutto mi ha incuriosita la sua impostazione di artista dei metalli – non sempre preziosi, ma resi tali – e il connubio con il vino che si realizza nel progetto “Gioielli in fermento”, una mostra di oggetti d’arte dedicata al vino e con la collaborazione di alcuni produttori enologici.
Leggendo quello che scrive quando parla di sé e del suo lavoro mi rendo conto di come nella fluidità dell’energia che trasmette alle sue opere si ritrovi quella del frutto della vite che è puro concentrato di storia, ricordi ed emozioni per quanto mi riguarda (ok, a volte dico anche terroir).


“Gioielli in fermento” è un’esposizione di gioielli d’autore giunta nel 2012 alla seconda edizione. L’idea nasce all’interno della Vigna delle Arti, esperimento di cantina e residenza artistica, nella bella tenuta di Torre Fornello a Ziano Piacentino, una rocca medievale circondata da vigneti con produzione propria di vini che dal 2001 cerca di dare un contributo alla produzione orafa e artistica italiana. Le opere selezionate per la seconda edizione di “Gioielli in fermento” sono state esposte in una galleria d’arte milanese lo scorso novembre.

“Da anni lavoro i metalli come ho visto fare da sempre da mio padre incisore, senza saldare e senza fondere, con un contatto più fisico, un incontro scontro tra l’energia dei miei gesti e dei miei strumenti e la sostanza e la struttura che è loro propria”

Eliana vive e lavora a Borgonovo Val Tidone (PC)

M: Eliana, mi spieghi perchè “Gioielli in Fermento” e da dove è nata questa idea?

Anello "Donna sommelier"

Anello “Donna sommelier”

E: “Gioielli in Fermento nasce da una doppia passione, gioielli e vino, e da una serie di incontri.
Passioni autentiche cercano ogni occasione per esprimersi, così ho stimolato un paio d’anni fa alcuni amici a lavorare con me sul tema del racconto del vino ed ho coinvolto un vignaiolo ad ospitare i risultati del nostro lavoro nell’ambiente più adatto, una splendida cantina.
Gioielli creati per l’occasione, pezzi unici, di forte connotazione personale – non aspettatevi una vetrina convenzionale di ori e gemme – a volte microsculture per il corpo a volte ricerca orafa contemporanea, a volte ri-uso di natura e contenuto. Insomma linguaggi infiniti per offrire la suggestione del lavoro in vigna e infine del gusto del vino.
Il fermento é stimolo, segnale, attività dinamica, premessa di un risultato. Su questi elementi mi é capitato di confrontarmi in tante occasioni a proposito delle nostre attività e dei progetti con i colleghi orafi, ed accorgermi di ascoltare gli stessi elementi, le stesse spinte, nelle conversazioni con Enrico Sgorbati della Cantina Torre Fornello, grazie alla cui collaborazione si é resa possibile l’iniziativa, ed altri amici vignaioli.”

M: Nella tua carriera di designer quanto ti ha ispirato il vino? E il mondo della cucina?

Anello "Barbera rosso vitigno italiano semplice dal peduncolo robusto"

Anello “Barbera rosso vitigno italiano semplice dal peduncolo robusto”

E: “Al vino ho dedicato alcuni pezzi proprio pensando ai Gioielli in Fermento, cercando di proporre un segno che ne racconti una caratteristica [come nel caso dell’anello Rosso Barbera ], che evochi una sensazione [Ebbrezza e passione] o una tradizione ad esso legata [il bi-anello sigillo Donna Sommelier ].
Sono pezzi assolutamente diversi tra loro, sono fermenti che alimentano nuove sperimentazioni.”

M: Io solitamente valuto anche le etichette dei vini. Tu lo fai? Quali ti piacciono di più per il contenuto e la forma?

E: “Dell’etichetta dei vini personalmente mi può colpire la suggestione legata al nome del vino, che in alcuni casi si può tradurre anche in una stimolante immagine creativa sulla bottiglia. Il tutto non fa che aumentare la curiosità irresistibile riposta nell’assaggio. E lì ci sarà conferma, esaltazione o delusione: solo da questi esiti uscirà l’ispirazione da tradurre in un gioiello ispirato alla fatidica “etichetta” . Ed é quello che é successo nella seconda edizione di Gioielli in Fermento nel 2012 a Milano,, dove abbiamo proposto il racconto legato a tre particolari etichette di una stessa azienda, da cui oserei dire sono usciti risultati molto differenti proprio in relazione al fatto che non tutti gli autori al di là della storia specifica legata a ciascun vino, hanno avuto la possibilità di provare l’assaggio diretto prima della realizzazione dell’opera.

Collana "Ebrezzaepassione"

Collana “Ebrezza e passione”

Recentemente mi é capitato di apprezzare etichetta e contenuto in una veste di una semplicità e nettezza del messaggio disarmanti. Che poi ho scoperto oggetto di riconoscimenti internazionali [Manaresi, Controluce].
Ecco personalmente mi intriga questa sfida, potrebbe essere il prossimo gioiello, lavorare su un immagine così essenziale e pulita, su un’operazione di design già apparentemente compiuta e forte e, soprattutto, su un vino in crescita, assolutamente fuori da grandi circuiti… un po’ come é nelle mie aspirazioni.

E poi, pensandoci, mi vengono in mente degli Champagne, non necessariamente da classifica… anzi piccoli produttori con. etichette un po’ retrò.”

1 Commento

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Una risposta a “L’essenza del vino nei gioielli di Eliana Negroni

  1. effettivamente Eliana è una persona speciale!

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