Passa un Natale “emiliano”

Un post dedicato a due iniziative per la ricostruzione dell’Emilia colpita dal terremoto. Tanto si è fatto nei mesi scorsi, ma la strada è ancora lunga, soprattutto per il tessuto industriale. Le scuole sono state aperte a tempo di record, nei container e nei prefabbricati, ma con un mese o 40 giorni di ritardo. E questi tempi la dicono lunga sul rimboccarsi le maniche degli emiliani.
Non dimentichiamo però che i posti di lavoro a rischio sono migliaia e le aziende di piccole e medie dimensioni che rischiano di non riaprire sono moltissime, per non parlare dei piccoli commercianti. A questo proposito oggi (14 dicembre 2012) alle 17.00 Radio24 farà uno speciale in diretta da Mirandola. Si chiama “L’Emilia che riparte”. Ascoltiamolo tutti per capire meglio cosa sta succedendo.

La copertina di Emilia mon Amour realizzata da Carlo Gibertini

Lo scorso week end ho portato in giro alcune delegati nazionali Arci tra Mirandola e Carpi e vedendo lo scempio di Cavezzo, ad esempio, dove una casa su due è distrutta e il paese sembra bombardato, tutti hanno detto: “non pensavamo fosse ancora così…”. La situazione non va sottovalutata solo perchè si sta parlando di una delle zone più ricche e produttive d’Italia: l’Emilia deve ripartire per il bene di tutti.

A questo proposito, fate regali intelligenti per Natale e date un’occhiata a queste due iniziative di solidarietà.

Le blogger di Muffin & Dintorni hanno messo insieme una taskforce di foodblogger emiliani e creato il libro-ricettario “Emilia mon amour”. Ho scoperto solo in seguito che la copertina è stata realizzata da Carlo Gibertini, designer modenese e fratello di una delle mie più care amiche. Il libro è in realtà un e-book scaricabile al prezzo di 5 euro e il ricavato delle vendite sarà destinato alle aziende agricole colpite dal sisma.

L’altro progetto si chiama “Natale per l’Emilia” ed invita gli abitanti della provincia di Modena a pensare solidale per la loro cesta natalizia acquistando i prodotti delle aziende colpite dal sisma. I nomi delle ceste sono quelli delle città danneggiate proposti in dialetto. Troviamo “Mirandla”, “Nov”, “Cavez”, “San Flis” e cioè “Mirandola”, “Novi”, “Cavezzo” e “San Felice”. I punti vendita sono solo fisici (niente acquisto on line) e sono dislocati sul territorio provinciale.

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