Cuoco, pesce, nudità. La copertina di GQ con Carlo Cracco

https://i1.wp.com/www.dissapore.com/wp-content/uploads/Copertina-GQ-con-Carlo-Cracco.jpg[Ricordati di votarmi su Grazia.it, possibilmente ogni giorno:) ]

Bella discussione in rete sull’ultima copertina di GQ dedicata allo chef Carlo Cracco. Per chi non lo conoscesse lui è anche uno dei personaggi evocati dal libro “Lo chef è un Dio” di  Ilaria Bellantoni.

In quel libro emergeva molto bene il testosterone dominante nel mondo della cucina. Non riconducibile a Cracco, che a me dal vivo ha fatto un’ottima impressione, ma al fatto che sia un mondo in cui la brigata di cucina assomigli più ad una ciurma di pirati che ad una squadra di pallanuoto. I motivi sono tanti, gli orari, lo stress quotidiano, la scarica di adrenalina dopo il servizio, la ricerca della perfezione a tutti i costi. Ogni brigata è diversa, ma quando ti ci trovi in mezzo è inconfondibile l’odore di testosterone.

La copertina di GQ non è sexy, non è divertente, è didascalica. La ragazza nuda e ammiccante che regge un pusce in mano e lo chef imperturbabile? Non c’è allusione in quest’immagine, è tutto esplicito. Sparato come il flash utilizzato dal fotografo. Se leggete questo post di Dissapore e, soprattutto, i commenti sotto, potete rendervi conto di alcune cose. Innanzitutto, che le foto sono bruttarelle. Nell’ultima si intravede anche il flash alle spalle dello chef. Insomma, niente a che vedere con David La Chapelle a cui credo si voglia far riferimento.

Le modelle sembrano delle pazze bambine scatenate che fanno casino nella cucina di Cracco, che guarda sempre in camera molto perplesso o comunque con la sua espressione da giudice di Masterchef. Il fatto che siano ritratte come bambine indisciplinate è confermato dal segno rosso che ha sul sedere la modella dell’ultima foto pubblicata da Dissapore. L’idea è quella della cucina come luogo disciplinato che si contrappone all’elemento di disturbo “femminile” nudo e vestito solo con i tacchi alti fetish. Ed è vero. La cucina è luogo di ordine e disciplina, in cui tutto deve “marciare”.

Sul blog Un altro genere di comunicazione si sottolinea proprio come la figura femminile funzioni da esaltatore di quella maschile. Non è il nudo, quindi, a colpire ma la sua funzione. Io ci ho visto una contrapposizione tra maschile e femminile in cucina, un tema a me caro e affrontato in due interviste, una ad una chef e l’altra ad un’ostessa. E questa copertina di GQ mi fa pensare che ci sia ancora molto da analizzare.

(Poi volendo si può leggere anche questo post di Giovanna Cosenza su Disambiguando e il concetto delle veline)

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