A cena con il Matto si impara a rialzarsi

Il menù della cena del 24 ottobre 2012 alla Polisportiva Sacca di Modena

Da circa due anni e mezzo seguo le avventure dell’associazione “Idee in circolo”. Si tratta di un gruppo formato da utenti, ex utenti, familiari, cittadini e operatori della Salute Mentale. Insomma, un gruppo di matti, come ci definiamo. In occasione di “Màt. La settimana della Salute Mentale” l’associazione ha partecipato all’evento di Enogastrofollia che si è svolto il 24 ottobre scorso organizzato dalle Cooperative del Consorzio di Solidarietà Sociale

Due appuntamenti: un laboratorio di cucina e una cena in cui i partecipanti hanno servito quanto preparato durante il pomeriggio. Il tutto all’interno delle strutture della Polisportiva Arci Sacca dove la Cooperativa Sociale Aliante ha appena inaugurato gli appartamenti in cui un gruppo di utenti del Dipartimento di Salute Mentale ha preso la residenza. Qui possono vivere una vita autonoma senza sentirsi esclusi o stigmatizzati.

Le tovagliette “Màt”

La cena è stata formidabile, colorata e divertente. Mi sono trovata a condividere il “pane fuori di zucca”, i “mat-fin” al cioccolato, le “crespazze” di farina di castagne mentre alcuni attorie  alcuni membri del Coordinamento nazionale degli Utenti dei servizi della salute mentale passavano a leggere storie e testimonianze buffe, divertenti, a volte tristi. Parlavo con una giovane coppia al tavolo alla loro prima esperienza nel mondo della salute mentale e mi dicevano che si sentivano bene, che c’era un messaggio di speranza in quello che stava accadendo.

Me lo ha confermato anche Emanuela Ferri, appassionata di cucina e di pane e responsabile degli inserimenti lavorativi del Dipartimento di Salute Mentale. “Fuori c’è un mondo in cui ci dicono che non si può cadere, che tutti dobbiamo essere perfetti, senza prenderci pause”. Parlando con Paola, Francesco, Angelo, Marco e tutti gli altri di “Idee in circolo” ti fai l’idea che, anche se cadi, troverai una mano pronta ad aiutarti a rialzarti. E che, molto spesso, il disagio è amplificato da questa incomunicabilità con l’esterno in cui gli errori sono elementi da nascondere, da cui nascondersi.

I “màt-fin” al cioccolato, amaretto e prugna frutto del laboratorio pomeridiano condotto da Emanuela Ferri

Collaborando con loro abbiamo creato un vademecum, “Le parole della salute mentale”, che vuole dare ai giornalisti un’idea su come comunicare al meglio questo mondo e di non cadere nella facile trappola dell’equazione “follia=violenza”. Il lavoro è stato realizzato grazie all’impegno di “Idee in circolo”, Social Point, associazione “Insieme a noi”, Arci Modena, Associazione Stampa Modenese e Ausl Modena. L’abbiamo presentato il 19 ottobre, il primo giorno di “Màt”, e abbiamo capito che ce ne era bisogno. In primo luogo perché durante l’anno di lavoro abbiamo analizzato le uscite stampa sui quotidiani locali (oltre 600 articoli selezionati e analizzati) e abbiamo visto che mentre lavoravamo alla redazione dell’opuscolo le giornate di formazione avevano contribuito a cambiare le cose: gli articoli e i titoli fuori contesto che facevano riferimento alla follia in maniera sbagliata sono diminuiti, e sono sicura che diminuiranno ancora. In più, anche gli utenti e i loro familiari hanno potuto conoscere meglio il lavoro dei giornalisti e capire che titoli che sembravano sbagliati o articoli in apparenza superficiali sono dovuti a precise regole e circostanze. Siamo entrati in relazione e ci siamo capiti.

Sempre Emanuela, l’amante degli impasti autrice di un ottimo pane alle pere, mi dice che la “relazione” è la parola fondamentale. Ci si deve incontrare e ci si deve assaggiare. Per questo lei adora fare i laboratori di cucina e per questo le è piaciuto lavorare alla Cena dei Matti. Ci sono tanti ingredienti da mischiare, tanto da mettere a lievitare. Anche sbagliando qualcosa, ma sapendo che si può sempre ricominciare. O creare qualcosa di nuovo con gli avanzi.

Il laboratorio del pomeriggio

La sala piena per la Cena col Matto

2 commenti

Archiviato in comunicazione e cucina, Off topic

2 risposte a “A cena con il Matto si impara a rialzarsi

  1. lucio

    ciao Michela,
    a onor del vero l’evento è stato organizzata dalle Cooperative del Consorzio di Solidarietà Sociale http://www.cssmo.it/
    non dalla Associazione Idee in Circolo, abbiamo solo partecipato entusiasticamente con il nostro banchetto !

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