Kawaii! Un viaggio nel mondo delle Lolita italiane

Francesca “Itrill” Iapicca – ph Martina Sybelle Peloponesi

“La bellezza salverà il mondo”

L’idiota di Dostoevskij ci ha lasciato questa frase memorabile che troviamo anche scritta sui muri e che dovremmo tatuarci in fronte a mio parere. Non voglio inoltrarmi in una lezione di estetica, ma andare dritta al sodo e affermare che io ci credo. Se fosse un proclama politico, io mi batterei per farlo diventare realtà.

A questo proposito ho chiesto a Francesca “Itrill” Iapicca, la fondatrice del Forum delle Lolita italiane, di parlarmi un po’ del suo mondo. Un ambiente fatto di taglio e cucito, merletti, abbinamento di colori e tanto, tantissimo impegno. Lei è troppo modesta e riservata per parlare di un “manifesto” delle Lolita, ma io sono convinta che queste ragazze rappresentino un’energia positiva fatta di sforzi quotidiani per ottenere quel pizzico di bellezza in più in ogni loro espressione. E non parlo di spendere per ostentare, ma di impegnarsi per riuscire a fare da sole l’abito dei sogni, quello che magari si trova solo on line e che non ci si può permettere di comprare. Parlo anche di aggiungere qualcosa in più alla propria identità, una sfaccettatura che per alcuni è rottura e per altri semplice “stranezza”.

Se volete saperne di più, continuate la lettura e fate un salto a “Lucca Comics & Games” dall’1 al 4 novembre al Japan Palace.

Quando parlo di bellezza in ogni aspetto della vita, intendo anche quello culinario. Si possono trovare on line numerose foto di deliziosi cupcake, colorate bento box, splendide torte decorate alla perfezione da brave Lolita in candidi grembiuli di pizzo.

Ma cosa sono le Lolita? Non so se vi ricordate quel fantastico libro fotografico realizzato da Benetton alla fine del 1999 e intitolato “Kokeshi Dolls”. Io fui letteralmente stregata dallo street style di Tokyo e, soprattutto, dalle foto di alcune ragazze con elaborate acconciature e vestiti rigonfi con sottogonna, pizzi e merletti. Lessi “Lolita” e mi informai, anche se devo dire che senza wikipedia fu piuttosto difficile. La moda Lolita è nata in Giappone e si può dire che si ispiri ad una sorta di restaurazione vittoriana con abiti ispirati a quell’epoca. Nel tempo gli stili si sono diversificati andando verso il punk o il gotico. In ogni caso qui trovate una spiegazione molto più estesa.

Se volete ammirare qualche bello scatto a tema, ecco il link di Martina Sybelle Peloponesi, autrice delle foto di questo post.

Gruppo Lolita in stile "pirata" - Sybelle Photography

Gruppo Lolita in stile “pirata” – ph Martina Sybelle Peloponesi

M: Francesca, quando hai capito che essere una Loli era parte della tua vita?
F: Nel 2004 vidi le prime immagini Lolita su internet. Gli abiti così elaborati, chiaramente lontani da tutto ciò a cui ero abituata a vedere per strada (nonostante Milano fosse “avanti” in fatto di abbigliamento rispetto a molte altre realtà italiane) e accessori assolutamente inutili che però “chiudevano” gli oufits in modo così coerente… Erano TROPPO intriganti per chiudere il browser e passare oltre.
Volevo imparare, capire cosa mi attirava tanto da non distogliere più lo sguardo.
Gli abiti sono sempre stati per me una passione, ma mai in modo così “analitico”, volevo capirne l’essenza, cercai informazioni, e decisi di assemblare e pubblicare ciò che scoprivo in un forum che creai appositamente, per dare la possibilità a ragazze, che come me, volevano riempirsi gli occhi di Lolita e fare propria l’estetica.
Otto anni fa questo look era leggermente diverso, ma le regole estetiche di base sono sempre le stesse. E’ proprio questa costante evoluzione dello stile che continua a farmelo piacere, inoltre posso integrarvi tutto ciò che mi piace e renderlo femminile, aggraziato, e finchè mi sentirò a mio agio indossandolo continuerò a coltivare il mio guardaroba lolita.

M: Spiega la filosofia Loli in dieci righe:)
F: Mmmmh, è una richiesta molto difficile, perché non esiste una filosofia reale per chi indossa Lolita. Di base, una ragazza che lo veste, che si è informata sull’origine di questo stile, ti risponderebbe : non esiste una filosofia Lolita. Il Lolita non ha un manifesto, viene vestito da ogni genere di ragazza, di ogni età, ceto, etnia, pensiero politico, gusti musicali ecc… e ci teniamo particolarmente a sottolineare il fatto che questo è solo un modo di vestire. Lo vestono ragazze timidissime, come fosse un’armatura in cui si sentono al sicuro, lo vestono ragazze sicure di loro stesse, usando il lolita per risaltare la loro fisicità, lo vestono ragazze che un giorno si sono rese conto che sarebbe stato divertente farlo. La mia community, il Gothic Lolita Zone ha un motto: Cum Venustate Persevera. Perseverare con grazia, bellezza. Non la vediamo come una filosofia vera e propria ma senza dubbio è ciò che accomuna TUTTE noi. Pretendiamo di poter vestire come vogliamo, e (so che è una parola un po’ forte) lottiamo per questo semplice diritto, semplicemente resistendo a testa alta a scherni e critiche.

M: Ho visto su diversi siti che uno dei vostri obiettivi è portare la bellezza e la “cuteness” in qualsiasi ambito della vostra vita. Ci sono modi differenti, è vero, ma anche in cucina ho visto cose deliziose! Soprattutto torte e pasticcini! Cosa ti piace, come lo prepari e come lo condividi?
F: Effettivamente vestire Lolita comporta una certa dose di “perfezionismo”, innata e coltivata, e questo inevitabilmente colpisce molti altri aspetti della nostra vita, dove ovviamente e possibile farlo!
Nel mio caso ha influenzato molto la cucina, da adolescente scoprii la passione per cucinare dolci, ma mentre prima mi limitavo a fare torte da forno piuttosto semplici, adesso ne curo l’aspetto e mi sono buttata su molte altre ricette. Ho imparato la gioia di mangiare qualcosa con gli occhi prima di tutto… anche se ora è molto più frustrante quando va tutto storto nonostante l’impegno. ;___;
Ultimamente limito la creazione di dolci ad occasioni particolari per amici o colleghi… altrimenti essendo una golosona rischio di compromettere la mia salute!!! (e di dover allargare tutto il contenuto del guardaroba)
Sicuramente prediligo i grandi classici: torte al pan di spagna farcite e ricoperte, angel food cakes, muffin alla frutta, cupcakes aromatizzati, biscotti secchi e al burro, macarons, budini, gelatine di frutta o latte…
Ho ancora MOLTISSSIMO da imparare… non ho mai molto tempo per sperimentare e spesso combino dei pasticci. ^^’ 

M: Il momento del the è prezioso e conviviale. Anche qui ho visto foto di deliziosi Tea party utilizzati per incontrarsi e condividere interessi. Ne ricordi qualcuno? Ce ne sarà qualcuno a breve? Come li organizzate?
F: Il tea party è per noi della community un bel momento in cui chiacchierare e rompere il ghiaccio tra ragazze che non si conoscono ancora bene. Sembrerebbe un cliché l’abbinamento lolita-the, per l’idea che il lolita richiama un immaginario d’altri tempi, e il the, che purtroppo è spesso visto come un “passatempo” appartenente ad epoche remote. In realtà, potremmo sostituire il the con frappè ghiacciati e i pasticcini con della macedonia per ottenere gli stessi risultati a livello “umano”, ma il fascino di una bella teiera con tazze e della piccola pasticceria è sempre allettante per tutte, e una sala da tè è generalmente più tranquilla e adatta a ritrovarsi in serenità!
Ricordo ancora con felicità un teaparty, svoltosi a Bologna a Gennaio 2012. Riunii un piccolo gruppo di ragazze per poter girare un video. Oltre al girare le scene ci divertimmo davvero tanto, il locale era incantevole e le miscele davvero apprezzabili. Ho in programma un teaparty il prossimo Dicembre, ma è ancora un segreto e comunicherò tutti i dettagli tra un mese.
Merenda a parte, durante i nostri annuali raduni nazionali scegliamo una città italiana e facciamo una full immersion culturale e culinaria!
L’accoppiata lolita-cibo è una costante dei nostri ritrovi, e ormai dobbiamo rispettare le aspettative delle utenti che vi partecipano.

M: So che a Lucca Comics ci sarà un raduno, che sorprese riservate per il pubblico?
F: Sono ormai quattro anni che collaboriamo con gli organizzatori del Japan Palace di Lucca Comics & Games, e per questa edizione, dal 1 al 4 Novembre 2012, abbiamo in programma moltissimi eventi per tutti i visitatori della fiera: una bellissima e suggestiva sfilata per mostrare le sfumature lolita più apprezzate in Italia, uno stand presso il quale svolgeremo il CuteMeUp!, un “makeover” di trucco, acconciatura e nailart in stile, una raccolta donazioni per la quale abbiamo messo in palio un bellissimo vestito, ed infine pubblicheremo alla nostra pagina FB gli ouftit lolita più carini che vedremo in fiera.

M: Un’altra cosa che mi affascina delle Loli è che voi “fate e trasformate”. Molto spesso cucite i vostri abiti, ricamate, abbellite e inondate di glitter, rosa e pizzi il mondo che vi sta intorno. Io lo chiamerei un atto politico, come va di moda oggi. Tu sei d’accordo? Qual è il vostro messaggio?
F: Personalmente ho iniziato proprio così: creando, modificando e adattando. Ovviamente era per me un’attitudine pregressa che si è adattata al Lolita. Moltissime ragazze invece si sono avvicinate al mondo del “fai da te” dopo aver scoperto questo stile e sapere che in questo momento di crisi economica molte ragazze hanno preso coscienza della realtà, cercando di risparmiare laddove sia possibile, mi rende felice per loro. Nonostante quello che si potrebbe pensare, per noi questo è anche abbigliamento, quindi qualcosa di utile, oltre che collezionismo, perciò anche una passione. Il fatto di porsi dei limiti o di limitare le spese futili come creare in casa bigiotteria e accessori è un modo per mediare passione e la realtà. Un atto politico? sinceramente non credo… migliorare o decorare qualcosa lo ritengo comunque un atto molto privato e personale.

1 Commento

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Una risposta a “Kawaii! Un viaggio nel mondo delle Lolita italiane

  1. flavia

    Ciao! Sono una ragazza di Roma che frequenta la community!
    Eccome se ricordo “Kokeshi doll”, mi sono avvicinata al mondo della moda giapponese proprio grazie a quella pubblicazione🙂

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