Con la cultura non si mangia?

Lo studio per il nuovo spettacolo di Artediparte dedicato al lavoro

Ma soprattutto, se con la cultura non si mangia perché tanto soffrire?

Il 12 settembre ho moderato un dibattito dal suggestivo titolo di “Ma andate a lavorare…” alla Festa del PD di Modena. Platea con 40-45 persone per un parterre di relatori giovane e quasi sconosciuto. Fuori diluviava e la festa si andava spopolando, quindi i motivi di tanto successo possono essere due: il tema interessantissimo o il fatto che fossimo in una delle uniche sale asciutte e al chiuso. 

A parte gli scherzi, l’argomento e, soprattutto, il confronto con i relatori e il pubblico ci ha ripagato di pioggia, freddo e capelli vittima dell’umidità. Con me sul palco c’erano: Federica Rocchi, organizzatrice teatrale e neo mamma; Maddalena Vianello, ricercatrice universitaria impegnata nel progetto SONIA – la meccanica delle donne; Enrico Saccà, sceneggiatore e drammaturgo.

In comune tutti hanno la precarietà di un lavoro che amano e anche la frustrazione della classica domanda “Ok, fai l’attore/sceneggiatore/ricercatore ma per campare cosa fai? Qual è il tuo vero lavoro?”. Da qui abbiamo iniziato un bel dibattito supportato dai dati presentati da Federica riguardante il questionario del progetto C.Re.S.Co. dal titolo “Rispondi al futuro”. Dati non confortanti che mettono in evidenza la maggioranza lavoratori dello spettacolo intervistati come “precari e scontenti” con un età compresa tra 26 e 40 anni e un livello di retribuzione al di sotto della soglia della povertà.

Gli fanno eco i dati di una ricerca condotta da Giulia Bondi e Silvia Sitton tra il 2004 e il 2006 dal titolo “Non di sola arte”. I 250 artisti visivi, organizzatori e curatori under35 intervistati hanno evidenziato una situazione critica in cui sono il 12% del campione dichiara di vivere della sola arta. La maggior parte, inoltre, viene da famiglie benestanti e ammette di potersi dedicare alla propria professione, retribuita in media 13mila euro l’anno, grazie al supporto dei genitori.

Allora, perchè? Come mai si continua a sognare di lavorare in nel campo dell’arte e dello spettacolo, se è così difficile e demotivante?

La risposta pare sia sempre la stessa: il bisogno di una ricerca, la materializzazione di una passione, di un’urgenza.

L’ho già detto e penso che questio sia vero anche per la cucina. Gli orari sono gli stessi, si “lavora dove gli altri si divertono”, ma forse è ancora il luogo dove si raccontano storie e si è meglio retribuiti rispetto al mondo dello spettacolo.

Da sinistra: Maddalena Vianello, Federica Rocchi, M.I. e Enrico Saccà

CONSIDERAZIONI A MARGINE

– Il dibattito è stato introdotto da 5 minuti del nuovo spettacolo in studio della compagnia Artediparte di Modena. Riusciranno i nostri eroi a trovare i fondi per realizzarlo?

– una signora dal pubblico ci ha fatto notare che ci sono 54 tipi di contratto possibile nel mondo dello spettacolo. Una vera e propria giungla normativa di cui, solitamente, gli artisti non hanno mappa nè bussola. Si conoscono poco i propri diritti che in questo periodo di cristi sono ancora più ridotti (come per il sussidio di disoccupazione). La riforma del lavoro del Governo Tecnico che doveva ridurre la giungla contrattuale italiana dove è andata a finire?

– Ha detto Federica: “proviamo a pensare se per una settimana chiudessere i cinema, i teatri, i musei, le biblioteche. Come vivremmo?”
Si potrebbe rispondere che c’è internet, ma siamo proprio sicuri che sia la stessa cosa?

– Secondo il rapporto Federculture 2012, la spesa delle famiglie italiane per la cultura ha raggiunto i 70,9 miliardi di euro nel 2011 ed è cresciuta del 2,6% rispetto all’anno precedente. Questo dato assume un significato più rilevante se si pensa che nello stesso periodo i consumi per vestiario e calzature sono cresciuti dell’1,3% e quelli alimentari dell’1,2%

Lascia un commento

Archiviato in Off topic, Palcoscenico

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...