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La brigata della Francescana nella nuova cucina

Il 3 settembre sono stata all’Osteria Francescana per la festa di inaugurazione tra tortellini, bollicine, cioccolatini, sorrisi, musica. E tanta arte. Io un uso così sapiente dei colori per arredare gli spazi e delle opere d’arte appoggiate, quasi dimenticate, negli angoli e in bagno non l’avevo mai visto. Come essere in un museo, ma sentendosi a casa. Poi, ho semplicemente adorato il grigioazzurrocartadazucchero alle pareti dell’ingresso e le luci. “Abbiamo preso le misure col righello a casa mia dove abbiamo fatto le prove” mi dice Massimo Bottura mentre decantiamo il fascio di luce caravaggesco che trasforma i tre piccioni di Cattelan (“Turisti“) in una propagazione dello Spirito Santo. Anche il finto sacco nero dell’immondizia che c’è sotto è quasi divino (“Il sacco del pattume” di Gavin Turk). Splendida la cantina con i ripiani di legno, gli ordinati cartellini e l’impressione di trovarsi in un luogo molto prezioso.
Però, il vero spettacolo è la cucina. Vedere i ragazzi liberi di muoversi con i mobili lucenti e le apparecchiature fiammanti mi ha dato l’idea del primo giorno di scuola quando sfoderi l’astuccio con le matite ben temperate. Secondo me c’è di che essere felici in una cucina così dove ogni cosa ha il suo posto e ogni posto ha la sua cosa. Mentre Michele, uno della brigata, mi faceva vedere lo spogliatoio, percepivo l’orgoglio e la tenerezza di far parte di una famiglia. Come quando i miei, dopo una vita in giro per l’Italia, hanno comprato casa e io ho finalmente avuto la mia prima vera stanza. Che bello fare il giro della casa con gli ospiti, presentare le piccole soluzioni pratiche e le grandi idee avute nel corso di una notte insonne.

Think Pink con Thumbelina, il mio avatar

Io, la mia amica Anna ed Erika, la ragazza di Lorenzo che fa parte del personale di sala, ci siamo sedute su una panchina di legno posta all’uscita sul retro. Mentre piovigginava qualcuno ci portava un cioccolatino (forse qualcuno in più..), qualcun altro ci riempiva il bicchiere, ci veniva proposto un bis di tortellini. Si affaccia Taka e mi dice che ha un nuovo dolce che devo provare. Si chiama Think Pink e non credo sia definitivo. C’è dell’uva fragola, della mousse al mascarpone e Karkadè e delle meringhe rosa. Il tutto sembra un gomitolo di lana, di quella d’angora per fare i maglioncini ai bebè.
Un perfetto momento rosa.

(Anche se il top l’abbiamo raggiunto con la spaghettata aglio, olio e peperoncino a cura di Davide Di Fabio e Yoji Tokuyoshi. Momento di puro delirio e deliquio)

Spaghetti aglio, olio e peperoncino

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