L’arte di travestirsi e i talenti nascosti

Questo post è off topic, ma visto che il blog nasce dall’idea di voler gestire una passione/lavoro che va ad influenzare così tanto il menage familiare, ho deciso di parlare di un altro simpatico inquilino della nostra relazione. Questa volta pienamente condiviso. Ebbene, a me e al marito piacciono i giochi intelligenti. Che siano da tavolo, di ruolo, con le carte, di legno, coi birilli non importa. Quello che vogliamo è il cervello acceso, gli amici intorno e una sana competizione.

Il 24 e il25 marzo a Modena si è svolta Play, la fiera del gioco intelligente più importante in Italia dopo Lucca Games. E noi non potevamo mancare, tanto più che l’occasione è ghiotta per incontrare amici da tutta Italia e ricordare i tempi in cui ci si muoveva per i tornei e si passavano ore in chat a discutere, interpretare, creare trame e sotto trame. Ci ho scritto anche una tesina di sociologia e una di semiotica sull’argomento, tanto per farvi capire quanto sono fanatica.

Chissà a cosa giocavano...

Iniziata come evento di una storica associazione di giocatori di ruolo che si ritrovava in Polisportiva negli anni’90, l’iniziativa si è trasferita tre anni fa alla fiera campionaria di Modena ed ogni anno ha i visitatori in crescita. Secondo i dati nel 2012 ha registrato un +11%. La formula è semplice: tavoli per provare giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi con le carte, miniature. Una zona per gli appassionati di videogame e una per i fan del soft air (il gioco che simula l’addestramento militare con proiettili di gomma).

Noi come al solito partecipiamo ad uno dei tornei di giochi di ruolo. Solitamente io interpreto il marito con qualche problema di autostima ed Enrico la moglie isterica. Questo switch dei ruoli ci valse un primo posto assoluto due anni fa. Poi ci dividiamo ed esploriamo. Io quest’anno mi sono dedicata a PlayCos, la convention dei cosplayer italiani. Si tratta di una pratica importata dal Giappone e che consiste nell’indossare un costume che rappresenti un personaggio di un determinato ambito e prevalentemente parliamo di videogame, cartoni animati e fumetti.

Una folla di coloratissimi personaggi si è riversata negli ampi spazi della fiera. Alcuni hanno partecipato alla competizione per premiare i migliori costumi e interpretazioni, altri semplicemente hanno passeggiato e vissuto per un giorno il loro ruolo da Goku, Naruto, Rufy, Sanji e altri.

Giorgia Cosplay interpreta Pandora

I cosplayer, però, non sono solo persone che amano “vestirsi strano”. Molti di loro creano da soli i costumi con pazienza e tanta abilità. Vi sono poi anche quelli che creano da soli i “prop”, cioè tutti quegli oggetti che caratterizzano i personaggi come spade, asce, scettri. Una delle cosplayer italiane più famose, Giorgia Vecchini o Giorgia Cosplay come la troverete su internet, si è presentata con il vestito della sacerdotessa Pandora dalla saga dei Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seya in originale) con lo scettro realizzato dal suo papà che la asseconda e aiuta nel suo hobby che col tempo, a quanto pare, è diventato una carriera. Sì perché Giorgia calca le scene da quasi 10 anni e ha collezionato numerosi premi diventando una figura di spicco di questo mondo e presentatrice ufficiale di molte kermesse. Lo è stata anche per il Cosplay Contest di domenica 24 marzo e si è rivelata brava. Forse ha dimenticato qualche nome o non sapeva l’esatta pronuncia giapponese dei tanti personaggi che in oltre tre ore si sono avvicendati sul palco, ma è stata molto professionale.

In questo pomeriggio di immersione nel mondo dei cosplayer ho anche scoperto che esiste un’agenzia che recluta i migliori per le anteprime cinematografico o feste a tema: la Cosmoviex, il cui motto è “la vostra fantasia è la nostra realtà”. Che ha uno strano retrogusto, devo ammetterlo.

L'intramontabile Final Fantasy. Diffidate dagli eventi in cui non ce ne è neanche uno.

Dicevamo che i cosplayer amano far vivere i loro personaggi preferiti e si ingegnano in tutte le maniere per farlo: c’è chi impara a cucire, chi si scolora i capelli, chi coinvolge la propria figlia/nipote per un improbabile duo come vedrete dalle foto. Sì perché la cosa più divertente dei contest sono le esibizioni per far entrare il pubblico nel mood del personaggio, come i seriosi Ezio di Assassin’s Creed che si sono riprodotti come funghi, o per rovesciarlo completamente con esibizioni con audio doppiato preso dai film di Checco Zalone. C’è anche chi si è esibito in vere e proprie performance canore.

Quando sono stata a Tokyo ho lasciato il marito e Taka a dormire e la domenica mattina mi sono recata ad Harajuku, il quartiere dove ci sono i negozi alla moda, quelli con gli abiti Gothic o Fashion o Punk Lolita. Il posto migliore dove andare per ritornare a casa con qualcosa di ineguagliabile. Ovviamente, bisogna avere lo spirito giusto. Insomma, la domenica mattina ad Harajuku non c’è una convention di cosplayers, ma lo stesso si danno appuntamento per far vedere le ultime creazioni e farsi fotografare. Una forma d’arte e un modo di essere. Devo dire che in Italia siamo ancora lontani da questa dedizione, ma molte ragazze hanno imparato a cucire per ricreare l’abito della loro eroina preferita e chissà che questo non porti alla nascita di una nuova stilista.

Ezio Auditore dal videogame Assassin's Creed

E cosa c’entra tutto questo con la cucina e le tagliatelle? Poco. O, meglio, c’entra che alla fine le passioni è bello coltivarle da giovani e farle crescere perché non tutto deve essere fatto in funzione della carriera futura. Ma di sicuro chi si impegna e sacrifica tempo libero e risorse per un’esibizione da un minuto e la soddisfazione di una bella foto ne ha e ne avrà di obiettivi per la vita. Forse a noi sembreranno stupidi, ma chissà…

1 Commento

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Una risposta a “L’arte di travestirsi e i talenti nascosti

  1. Purtroppo non ce l’ho fatta a presenziare a Modena, rimanderò al prossimo anno!

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