Cuore (dolce) di Mamma

Un raggio di sole perfetto sul tronco ricoperto di muschio. Sì la parte importante non è a fuoco. Sullo sfondo la brava Anna Morelli e in bianco Franco Aliberti

Strepitosi e ipnotici piattini per la degustazione realizzati con legno di rovere di 160 anni (non abbattuto, eh? Sono travi di porte e portoni recuperate)

Domenica 11 marzo ho battuto la mia rinomata pigrizia e sono “calata” su Roma con mio marito, l’inseparabile Taka e il pasticcere Franco Aliberti. L’occasione era il laboratorio di Franco all’interno di Culinaria 2012, manifestazione piena di momenti di incontro e approfondimento dal suggestivo sottotitolo di “Ognuno è ciò che ricerca”. Nonostante la sveglia all’alba per arrivare da Modena a Roma entro le 12, il viaggio è stato rilassante e benedetto dal sole e da un clima primaverile. Roma ci ha sorriso con i suoi 22° e tanta gente che camminava, curiosava nei mercatini all’aperto e visitava i Fori Imperiali. La location, infatti, era il Mercato del Foro Massimo a due passi da molte attrazioni turistiche. Ad accoglierci i genitori di Franco. Ed è di loro che vorrei raccontarvi perché credo che molti riusciranno a descrivere Culinaria 2012 molto meglio di me. Arrivati direttamente da Pompei per vedere il figlio, si sono presentati in perfetta forma e sorriso smagliante e hanno creato subito un’atmosfera così familiare che mi pareva di essere entrata in casa di qualcuno.

Ora, chi ha mai visto Franco dal vivo sa che è uno solare, tutto sorrisi e tante parole dette con intenzione. Uno poco costruito, insomma. Anche i suoi dolci, per come li spiega lui, sono così. E credo che il merito sia proprio dei genitori. Avete presente quando si dice “lui/lei è il mio fan numero uno”? Beh, è proprio così. Sono così orgogliosi di loro figlio da essere contagiosi. Sono persone schiette e semplici che vengono da una terra solare come loro, da Pompei. La mamma di Franco, poi, conosce bene la terra e i suoi prodotti e mi ha raccontato di giornate passate con i due figli (l’altro fratello è diventato direttore di sala e ora lavora all’ALMA) a parlare di frutta, verdura, cibo in generale. Mi ha detto che ha cercato di trasmettere loro l’amore per la campagna. Per lei è stata forse una condanna perchè la sua famiglia non aveva molti mezzi, ma non l’ha mai rinnegata.

Ecco Franco! Ma sapete che gli piace pure guardare le stelle con il telescopio?

Così non mi sono stupita quando Franco ci ha spiegato i due dolci: il Monte Bianco, già nella linea della Francescana al suo arrivo, e Hurricane, la sua nuova creazione. Entrambi i piatti sono pieni di elementi vegetali e riflessioni sulla complessità della natura, delle sue parti più amare e piccanti (come l’assenzio, la ruta o la senape cinese) e quelle più carnose e dolci (come le castagne e il cuore di fragola). Laboratorio svelto, semplice, in un’ambientazione da “Charlie e la Fabbrica di Cioccolato”: un prato di vera erba verde, tronchi di legno per sedersi e tronchi di legno per tavolo. Alla parete una splendida rastrelliera piena di terra ed erbe aromatiche. Un’idea da recuperare in qualche modo.

Franco, Taka e il perfetto raggio di sole

La mamma di Franco, che tra un po’ scintillava di orgoglio e delizia, mi ha raccontato che entrambi i suoi figli sono andati a studiare all’Istituto Alberghiero e che a 16 anni entrambi si sono spostati, sebbene in tempi diversi, a Salsomaggiore. Da lì non sono più tornati a casa ed è toccato a papà e mamma seguirli. “Una volta, addirittura, lei è andata a Lugano e io a Parigi, perchè fare due viaggi era troppo costoso. Ma dovevamo andare a trovarli!” mi ha detto il padre. Franco mi ha spiegato poi che non è stato facile andare via, dover badare alle spese, trovare la casa vuota al rientro da scuola, ma ne è valsa la pena. Non credo solo perchè ora lavora all’Osteria Francescana, ma perchè mi ha detto che a lui studiare non piaceva molto. Era più uno pratico. Uno con le mani sporche e la testa per aria. Un po’ come avere una famiglia che ti dà sane e robuste radici, ma ti permette di volare.

P.s. Comunque, Culinaria è piccola e carina. Basata molto più sul confronto e sulla ricerca che sugli stand commerciali. Atmosfera rilassata da domenica romana e gente contenta di assaggiare e ascoltare. Sono stata folgorata da un’altra persona, ma ve lo racconterò poi.

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